Ti svegli la mattina con la pancia gonfia e dura e quella sensazione di pesantezza non ti abbandona. Per non parlare dell’irritabilità intestinale e crampi addominali. Hai mai sentito parlare di butirrato di sodio? Da qualche anno, questa molecola è diventata uno dei temi più studiati nel campo della salute intestinale.
I probiotici a volte non bastano: lavorano sui componenti del microbiota cutaneo ma non sulla barriera intestinale. Il ruolo del sodio butirrato nel benessere dell’intestino è molto più profondo di quanto si pensi.
In questo articolo scoprirai cos’è e a cosa serve il sodio butirrato, i suoi benefici e dove si trova e se può davvero influire sul peso corporeo come di frequente ci si chiede.
Cos’è il butirrato di sodio
Il butirrato di sodio o sodio butirrato è il sale sodico dell’acido butirrico, ovvero un grasso saturo a catena corta (con meno di 6 atomi di carbonio) principalmente interessato nella salute gastrointestinale. La sua produzione avviene naturalmente all’interno dell’intestino grazie alla fermentazione delle fibre alimentari da parte dei batteri presenti nel colon. Inoltre, merita attenzione per l’importante ruolo che svolge in qualità di fonte d’energia, per oltre il 70%, per le cellule epiteliali del colon, chiamate colonciti. Le cellule del colon sfruttano questo assorbimento per produrre gran parte dell’energia che serve per sostenere le funzioni vitali dell’organismo, oltre che per mantenere integre la mucosa intestinale.
Il butirrato di sodio è solubile in acqua rendendolo più facilmente e maggiormente assorbibile dal colon.
Questo processo accade regolarmente quando il microbiota intestinale si trova in uno stato di equilibrio. Cosa succede però in presenza di condizioni avverse, come stress intestinale, assunzione di antibiotici o disbiosi intestinale? È proprio in questi casi che i livelli di sodio butirrato possono abbassarsi notevolmente.
Butirrato di sodio: a cosa serve
Il butirrato di sodio è in grado di fornire una risposta concreta sotto diversi punti di vista ed esigenze comuni e no; pertanto, non è possibile rispondere alla domanda: “a cosa serve il butirrato di sodio?” in modo univoco. È proprio questa sua trasversalità e ampio spettro d’azione che lo ha reso ad oggi uno degli acidi meritevoli di attenzione e approfondimenti per la sua azione sul tratto gastrointestinale.
- Salute del colon: oltre al ruolo fondamentale che abbiamo già affrontato relativamente al suo effetto sui colonciti che senza non riuscirebbero a svolgere correttamente le loro funzioni come rinnovarsi, ripararsi e mantenersi integre, il sodio butirrato contrasta attivamente il processo di deterioramento della barriera intestinale in caso di permeabilità intestinale o, anche così chiamato “leaky gut”, aumentando la sintesi delle proteine di giunzione e limitando l’apoptosi delle cellule. Inoltre, stimola le glicoproteine che compongono lo strato mucoso sopra l’epitelio, la prima linea di difesa contro i batteri patogeni. Questo rafforzamento della barriera intestinale fa in modo si riduca il passaggio nel circolo sanguigno a sostanze indesiderate.
- Modulazione dell’infiammazione: in caso di colon irritabile, morbo di Crohn o colite ulcerosa il sistema immunitario è in uno stato continuo di allerta e la parete intestinale cronicamente irritata, in cui le cellule immunitarie tendono a rilasciare in modo continuo sostanze infiammatorie che però con il tempo provocano un danneggiamento ai tessuti. Qui entra in gioco il sodio butirrato: regola il volume di questa risposta, supportando il sistema immunitario intestinale a saper riconoscere le situazioni in cui effettivamente bisogna intervenire. Possiamo quindi constatare due azioni simultanee che vengono compiute da questa molecola: da un lato riduce la produzione delle citochine pro-infiammatorie dall’altro, contemporaneamente, stimola l’attivazione dei linfociti T regolatori per una risposta immunitaria locale.
- Equilibrio del microbiota: all’interno del nostro intestino sono presenti oltre 100 miliardi di batteri, ma non tutti sono uguali. Infatti, alcuni apportano benefici e contribuiscono positivamente alla salute altri, invece, sono dannosi, la cui proliferazione si registra quando non tutto funziona correttamente. L’equilibrio tra i due è importante per la salute intestinale. Il butirrato di sodio favorisce le condizioni in cui i batteri buoni prosperano e rende ostile l’ambiente intestinale per quelli patogeni.
Come? Il butirrato di sodio contribuisce a mantenere il pH del colon leggermente acido e questo dettaglio fa la differenza: i batteri buoni solitamente proliferano proprio all’interno di un ambiente acido, a differenza, invece dei batteri patogeni che preferiscono un ambiente neutro.
Prima abbiamo accennato all’azione di questo acido grasso anche sullo strato mucoso che costituisce la prima barriera dell’intestino, lavorando anche su questo aspetto i batteri patagoni fanno fatica ad aderirvi e colonizzarla.
Quando l’intestino è in equilibrio si manifesta questa comunicazione bidirezionale tra sodio butirrato e batteri buoni: i batteri buoni producono sodio butirrato grazie alla fermentazione delle fibre e il butirrato di sodio, a sua volta, lavora sul mantenimento delle corrette condizioni intestinali affinché si possano rigenerare. - Regolare funzionalità intestinale: agisce in qualità di regolatore, supportando l’intestino a ritrovare il proprio ritmo fisiologico.
In caso di stipsi la motilità intestinale è rallentata: il contenuto intestinale avanza lentamente, l’acqua viene riassorbita e le feci diventano dure e difficili da espellere. Il sodio butirrato migliora l’idratazione del contenuto intestinale contribuendo così ad una peristalsi più regolare.
In caso di diarrea la motilità intestinale è accelerata: funzionalità iperreattiva, troppo rapida e disorganizzata. Il sodio butirrato riduce l’infiammazione della mucosa e l’ipersensibilità viscerale che gravano su questa condizione intestinale.
Quindi, in entrambi i casi questo acido grasso aiuta l’intestino a ritrovare il proprio sano ed equilibrato funzionamento.
Butirrato di sodio: benefici
Dopo una rassegna delle sue principali e più studiate funzioni, per rispondere alla domanda “a cosa serve il butirrato di sodio” e per capire così perché se ne parli così tanto, qui mettiamo in evidenza i più importanti benefici del butirrato di sodio. La sua integrazione, infatti, è particolarmente utile in caso di:
- Pancia gonfia e meteorismo: spesso dietro questi sintomi c’è una mucosa intestinale infiammata e una barriera danneggiata.
- Irregolare motilità intestinale: a causa di stipsi o diarrea.
- Dopo un ciclo di antibiotici: successivamente ad una cura antibiotica si registra un impoverimento del microbiota, con riduzione dei batteri buoni.
- Diagnosi di colon irritabile, colite ulcerosa o morbo di Crohn: in affiancamento ad una mirata terapia prescritta dal gastroenterologo.
Butirrato di sodio: dove si trova
Nonostante la produzione naturale da parte dell’organismo e la possibilità di prevedere un’integrazione di supporto, l’acido butirrico si trova anche all’interno di alcuni alimenti: burro, latte e formaggi.
Inoltre, così come detto prima, alcuni batteri all’interno del tratto gastrointestinale tramite la fermentazione delle fibre alimentari riescono a produrre elevate quantità di acido butirrico. Di conseguenza: il consumo di cibi ricchi di fibre come riso integrale, crusca, avena, orzo o frutta e verdura può essere un modo sano per incrementarne la produzione.
Il butirrato di sodio fa ingrassare?
No, il butirrato di sodio non fa ingrassare. Non è un composto calorico e non vi sono evidenze scientifiche che associno la sua assunzione ad un aumento di peso. Anzi, questo aspetto meriterebbe un’attenzione più profonda. Mettiamo in evidenza alcuni aspetti a riguardo:
- Supporto attivo dell’attività GLP-1: il butirrato di sodio è la fonte di energia per eccellenza delle cellule intestinali, la cui presenza è fondamentale per garantire l’integrità dell’intestino. Inoltre, è riconosciuto come uno dei più potenti stimolatori del GLP-1, un ormone naturale prodotto a livello dell’intestino dopo i pasti con intervento quindi sulla regolazione dell’equilibrio glicemico e dell’appetito. Questo ormone è prodotto dalle cellule L, cellule endocrine specializzate, presenti all’interno dell’intestino tenue e crasso. I batteri probiotici lavorano sulla fermentazione di carboidrati complessi non digeriti con risultato gli Acidi Grassi a Catena Corta, tra cui proprio il butirrato. Questi Acidi Grassi a Catena Corta di legano ad alcuni recettori delle cellule L, con conseguente attivazione del rilascio di GLP-1.
- Nuova frontiera nelle terapie per la prevenzione e cura di alcune malattie metaboliche, come l’obesità.
Facciamo una precisazione: il butirrato di sodio non è un integratore dimagrante. Un intestino con una barriera integra e un microbiota equilibrato assorbe i nutrienti in modo più efficiente e questo acido grasso contribuisce proprio a questo equilibrio.
Gli sviluppi scientifici in merito alla sua attività metabolica sono ancora in fase di sviluppo e ricerca.



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