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Malattie cardiovascolari: quanto incidono i grassi trans?

Il consumo dei prodotti industriali ha subito un’impennata e la massiva presenza di acidi grassi trans all’interno degli alimenti può determinare una maggiore esposizione alle malattie cardiovascolari. Gli sforzi della Sanità Pubblica per ridurre il consumo degli acidi grassi trans sono stati supportati da recenti articoli di alto profilo, sviluppati sulla base di revisioni sistemiche di studi randomizzati1-2 e studi di gruppo prospettici3.  

C’è una differenza notevole tra gli alimenti contenenti naturalmente acidi grassi trans e quelli generalmente presenti all’interno di prodotti industriali. Alla prima categoria fanno parte i prodotti di origine animale quali burro, latte o carne derivata dai ruminanti; invece, è possibile collocare all’interno della seconda classe il burro chiarificato, la margarina e altri oli vegetali presenti all’interno di glasse, patatine fritte, merendine o prodotti confezionati.  

Oggetto di approfondimento con particolare attenzione gli acidi grassi trans, ovvero un tipo di grassi prodotto durante l’operazione industriale risultato di un processo di idrogenazione parziale degli oli vegetali. Tale meccanismo permette di migliorare lo stato di conservazione degli alimenti rendendoli di conseguenza meno soggetti all’ossidazione e definendo la solidità della materia a temperatura ambiente. Questi oli parzialmente idrogenati presentano al loro interno grassi saturi, insaturi e trans in rapporto variabile, dipendente dalla tipologia di tecnologia produttiva utilizzata. 

Acidi grassi trans in olio di pesce

Spesso negli integratori alimentari a base di Omega 3 derivante da olio di pesce la percentuale di acidi grassi trans è superiore a quanto stabilito dalle linee guida dell’OMS (0,5%). Questa condizione si manifesta poiché durante i processi di estrazione degli acidi grassi trans EPA e DHA dalla materia prima olio di pesce si realizzano passaggi industriali compiuti ad elevate temperature, determinando la isomerizzazione cis trans.  

Pavaglione Integratori ha selezionato attentamente una materia prima prodotta mediante processi controllati e tecnologicamente avanzati, tramite cui il tenore degli acidi grassi trans è inferiore allo 0,5%.  

L’olio di pesce Vivomega contenuto nelle capsule di Omega 3 tg deriva da alici e sardine provenienti da acque libere e pescate in modo ecosostenibile (l’ecosostenibilità è garantita dalla certificazione FOS dell’olio di pesce). È estratto in Norvegia per distillazione di tipo “thin-film short path melecular” e lavorato in azienda certificata e autorizzata. I metalli pesanti presenti nell’ambiente marino sono ridotti fino ad avere un prodotto con concentrazioni molto basse.  
Tutto il processo di produzione ha come obiettivo quello di garantire un prodotto ad elevata purezza di Omega-3, pochi acidi grassi saturi, pochi acidi grassi trans e migliore digeribilità del prodotto. Infatti, Omega 3 tg è prodotto con olio di pesce il cui contenuto di acidi grassi di tipo trans è controllato e mantenuto sotto il livello dello 0,5%. Infine, è realizzato tramite un passaggio produttivo in più, ovvero la riesterificazione con metodo enzimatico, al fine di riportare gli acidi grassi omega-3 nella forma trigliceride TG4, quella in cui naturalmente si trova e più digeribile.

Un’assunzione elevata di grassi trans determina un maggiore rischio di mortalità dal 20 al 32% in più, quando il 2% dell’energia quotidiana è data da questo tipo di grassi piuttosto che da altre tipologie di grassi o carboidrati. Infatti, gli acidi grassi trans non apportano benefici per l’organismo da un punto di vista nutrizionale, rivestono, invece, le primarie cause di rischio per le malattie cardiovascolari o diabete di tipo 2. 
Infatti, i grassi trans aumentano il rischio di malattie coronariche più di qualsiasi altro macronutriente. Un’analisi ha riportato come stima del rischio relativo in riferimento alle malattie coronariche: 1,22 per l’assunzione totale di grassi trans; 1,30 per l’assunzione di grassi trans prodotti industrialmente e, infine, 0,93 per l’assunzione di grassi trans derivati da ruminanti.  

Evitare completamente o quasi i grassi trans prodotti industrialmente, con un consumo inferiore allo 0,5% dell’apporto energetico totale, è necessario per evitare gli effetti negativi e sarebbe prudente per minimizzare i rischi per la salute.  
L’eliminazione degli oli parzialmente idrogenati presenti all’interno degli alimenti è una pratica impegnativa, ma una loro sostituzione con grassi insaturi cis è possibile senza comportare un conseguente aumento del costo o una riduzione della qualità o disponibilità degli alimenti. Il venire meno dei grassi trans all’interno dell’alimentazione, con sostituzione di carboidrati o grassi insaturi cis, può ridurre la comparsa di malattie cardiovascolari del 20-25%.  

Omega 3 TG

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Bibliografia

  1. Chowdhury R, Warnakula S, Kunutsor S, et al. Association of Dietary, Circulating, and Supplement Fatty Acids With Coronary RiskA Systematic Review and Meta-analysis. Ann Intern Med2014;160:398-406. 
  2. Harcombe Z, Baker JS, Cooper SM, et al. Evidence from randomised controlled trials did not support the introduction of dietary fat guidelines in 1977 and 1983: a systematic review and meta-analysis. Open Heart2015;2:e000196. 
  3. Siri-Tarino PW, Sun Q, Hu FB, Krauss RM. Meta-analysis of prospective cohort studies evaluating the association of saturated fat with cardiovascular disease. Am J Clin Nutr2010;91:535-46. 
  4. Dyerberg J. et al. Biodisponibilità delle formulazioni di acidi grassi marini n-3. Prostaglandine Leukot Essent Acidi grassi. 2010 Sep; 83 (3): 137-41.  


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